Qui di seguito alcune indicazioni generali che che possono risultare utili sia in fase di stesura di un oggetto che in fase di creazione di una voce di anagrafica.
Per ulteriori informazioni sulla redazione di un oggetto vedi anche Redazione di un oggetto
Per ulteriori informazioni sulla redazione di una voce di anagrafica vedi anche Redazione di una voce di anagrafica
Uso delle lettere maiuscole #
Le lettere maiuscole devono essere utilizzate limitandone l’utilizzo allo stretto necessario. L’uso delle lettere iniziali maiuscole è necessario nei casi seguenti:
- all’inizio del testo
- dopo ogni punto fermo
- dopo il trattino
- per i nomi propri di persona
- per i nomi di luogo
- per i nomi di enti, organismi istituzionali e organi. Nei nomi di enti e organi composti da più parole solo l’iniziale della prima parola si scrive in maiuscolo
Ad esempio, si scrive:
- “Dipartimento di civiltà e forme del sapere” e non
“Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere“ - “Senato accademico” e non
“Senato Accademico“ - “Giovanni Bianchi” e non
“giovanni bianchi” o
“Giovanni BIANCHI” o
“GIOVANNI BIANCHI“ - “Comune di Siena” e non
“COMUNE DI SIENA“
Sigle e abbreviazioni #
Le parole devono essere scritte complete e per esteso, senza segni di punteggiatura o abbreviazioni, nemmeno se di uso comune. Infatti, spesso le abbreviazioni, le sigle e gli acronimi sono ovvi per chi scrive, ma non sempre correttamente comprensibili per chi legge, soprattutto a distanza di tempo. Le abbreviazioni, le sigle e gli acronimi non vanno puntati. Infatti l’acronimo, di norma, viene inserito senza punti di separazione, in caratteri maiuscoli e si scrive di seguito alla denominazione per esteso della struttura a cui si riferisce, separato da un trattino preceduto e seguito da uno spazio.
Ad esempio, si scrive:
- “Istituto nazionale della previdenza sociale – INPS” e non
“Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS)” - “Autorità nazionale anticorruzione – ANAC” e non
“Autorità nazionale anticorruzione – A.N.A.C.” o
“ANAC“ - “Documento unico di regolarità contributiva – DURC” e non
“D.U.R.C.“
Utilizzo dei numeri #
I numeri si indicano utilizzando le cifre arabe, mentre gli aggettivi e i pronomi ordinali si indicano in cifre arabe, accompagnati dalla “o” in esponente (°). I numeri romani si usano solo per numerare libri o capitoli di un libro, distinguere papi, sovrani e secoli e quando fanno parte di una denominazione di struttura.
Inoltre, per l’indicazione di intervalli di numeri (pagine, date, numeri civici…) si utilizza il trattino tra le due cifre senza essere preceduto né seguito da spazi. Le indicazioni numeriche di quantità devono essere espresse da un numero cardinale arabo preceduto da “n” non puntato, affinché sia immediatamente e inequivocabilmente chiara l’informazione.
Ad esempio, si scrive:
- “Celebrazioni per il 650° anniversario…” e non
“Celebrazioni per il seicentocinquantesimo anniversario…“ - “Bando per il conferimento di n 1 assegno di ricerca” e non
“Bando per il conferimento di un assegno di ricerca“
Date #
All’interno dell’oggetto si privilegia l’immediata leggibilità di date e indicazioni numeriche. Per questa ragione, le date si scrivono per esteso.
Ad esempio, si scrive:
- “Convocazione per il 23 giugno 2008” e non
“Convocazione per il 23.06.2008” o
“Convocazione per il 23/06/2008“
Punteggiatura e accenti #
La punteggiatura si utilizza in modo normalizzato e, in ogni caso, solo quando è necessaria alla migliore comprensione della descrizione dell’anagrafica o dell’oggetto. Anche gli accenti si utilizzano in modo normalizzato, senza utilizzare l’apostrofo al posto delle vocali accentate. La “&” (e commerciale) deve essere riportata come semplice “e”.
Ad esempio, si scrive:
- “Dipartimento di civiltà e forme del sapere” e non
“Dipartimento di civilta’ e forme del sapere“ - “Università di Pisa” e non
“Universita’ di Pisa“
Materiale utile #
Queste regole sono scritte all’interno del manuale ALBA. Aggiornamento dei Lavori e delle Buone pratiche delle Raccomandazioni di AURORA (scaricabile dal pulsante qui sotto) è stato realizzato nell’ambito di Procedamus da un gruppo di lavoro interistituzionale.
Si tratta di un manuale di facile consultazione in cui vengono fornite, oltre a raccomandazioni di carattere più generale (capitolo 2), anche raccomandazioni per la compilazione delle voci di anagrafica (capitolo 3) e per la scrittura di un oggetto (capitolo 4). Tali raccomandazioni sono sempre corredate da esempi pratici, che possono risultare utilissimi nelle attività quotidiane di protocollazione.